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Segonzano

Scorci pittoreschi e paesaggi fuori dal comune

Segonzano è un toponimo di luogo ed indica una comunità formata da 16 frazioni sparse. La sede amministrativa del Comune è situata nella frazione di Scancio. Il luogo ha acquistato fama internazionale per le particolari formazioni moreniche che prendono il nome di Piramidi di terra. A Segonzano si trova anche un santuario noto in tutto il Trentino e dedicato a Maria Ausiliatrice, meglio conosciuta come "Madonna dell’Aiuto".

Approfondimento
Nel medioevo Rodolfo Scancio, su autorizzazione del principe vescovo Federico Vanga, eresse un castello che in breve tempo divenne sede giurisdizionale e fiscale per le merci in transito.
Dal XIV secolo agli inizi del XVI il castello passò dai Rottenburg ai Lichtenstein e nel 1533 al principe vescovo di Trento Bernardo Clesio e, due anni dopo, al barone Giovanni Battista a Prato ai cui discendenti appartiene tuttora. Durante la famosa battaglia di Segonzano, il 2 novembre 1796 il castello fu saccheggiato e incendiato dalle truppe francesi di Napoleone. 
L'aspra bellezza del castello ispirò Albrecht Dürer che, nel suo viaggio in Italia nel 1495 lo ritrasse in due famosi acquarelli, l'uno "Castello italiano" conservato a Braumschweig e l'altro "Castello in riva all'acqua", conservato a Brema.
Come in tutta la Valle di Cembra la fonte principale del reddito deriva dall'industria del porfido. Da secoli sui terreni terrazzati di Segonzano si è sviluppata un tipo di viticultura che dà uve adatte per la produzione di vini bianchi, rossi, base-spumante e grappe di elevata qualità. In questi ultimi anni è in espansione la frutticoltura in genere ed in particolare la coltivazione di piccoli frutti e di castagne. Si produce anche dell'ottimo miele. A Piazzo di Segonzano si trova la chiesa parrocchiale dell'Immacolata, rimaneggiata già nel XVI secolo e poi alla fine del XIX. A Stedro la chiesa parrocchiale della Trinità spicca solitaria sul colle. Citata già nel XIV secolo, fu rifatta verso la metà del XV secolo e ancora rimaneggiata nei secoli XVIII-XIX.