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Lisignago

Tra terrazzamenti coltivati a viti e cantine, l’enogastronomia incontra la storia

Lisignago, comune sulla sponda destra della Bassa Valle di Cembra, si estende su di un terrazzo morenico a 582 metri d’altezza, protetto a settentrione dal Monte Vason. Racchiuso fra due incisioni torrentizie, il Rio Ischiele a sud e il Rio Scorzai a nord, l’abitato è collocato fra depositi morenici quaternari e rocce porfiriche. I campi terrazzati che scendono digradanti sono ancor oggi, come in passato, coltivati a vite. A monte del paese si estendono vasti boschi di latifoglie.

Approfondimento
Diversi reperti archeologici dell'età del ferro e dell'epoca romana, documentano come il luogo fosse abitato già anticamente. Nel 1211 si trova citata per la prima volta la "Comunità di Giovo e Lisignago". A quel tempo la parte del territorio verso Giovo, detta Mas, era sottoposta alla giurisdizione del Castello di Königsberg, mentre quella verso Cembra, detta Vich, era organizzata in "Libero Comune"; la prima aveva come patrono S. Biagio, la seconda S. Leonardo. Secondo la tradizione la chiesa di S. Leonardo, edificata sull'omonimo dosso, è sorta sui resti del Castello di Lisignago, distrutto a furor di popolo. Un documento del 1262 parla di un indennizzo che la Comunità di Cembra dovette sostenere per averlo smantellato. Una leggenda locale narra di un tesoro nascosto sotto il pavimento della chiesa. La chiesa parrocchiale di S. Biagio già menzionata in un documento del XIII secolo, venne ricostruita nella seconda metà del XIX secolo. Dell'antico edificio rimane la torre campanaria con bifore romaniche. Particolarmente interessante è la chiesa di S. Leonardo che sorge sulla parte sommitale del dosso omonimo. Più volte restaurata, ha un bel portale gotico e un piccolo campanile che ospita una delle più antiche campane dell'intera vallata. La chiesa, ricoperta da un tetto a due spioventi con "scandole", è circondata da un grosso muro di porfido. Si racconta che un tempo quando le spose di Lisignago desideravano un figlio si recavano presso la chiesa e infilavano il proprio capo in un foro del muro. Nell'interno è conservato un interessante ciclo di affreschi della seconda metà del '400. Dal paese si possono intraprendere interessanti escursioni e passeggiate. Piacevole il percorso che dal centro del paese raggiunge il Rifugio della Maderlina.