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Grumes

Vivi slow, riscoprendo i ritmi della montagna a passo lento

Il piccolo paese di Grumes, con i suoi 400 abitanti, è disteso su un balcone naturale che si affaccia sulla catena del Lagorai, tra boschi secolari, corsi d’acqua e spettacolari terrazze di vigneti.
Si trova a 850 m. di altitudine, tra villaggi arroccati e terrazzi di muri a secco, inconfondibile caratteristica di un paesaggio vitivinicolo modellato da secoli di fatiche e amore per la montagna. 
A Grumes la gente, la storia e il forte senso di appartenenza esprimono con entusiasmo la voglia di futuro: da oltre dieci anni il paese è impegnato in un partecipato progetto di sviluppo turistico sostenibile, radicato nell'identità dei luoghi e nel rispetto per l'ambiente.
La filosofia del vivere slow, riscoprendo la vita di paese e di montagna, ha portato Grumes a far parte della rete delle Cittaslow, le Città del Buon Vivere, di cui è ad oggi il rappresentante più piccolo del mondo. 
Una fitta rete di sentieri permette di conoscere il territorio a passo lento, camminando tra  boschi silenziosi, antichi opifici, ruscelli e laghetti di montagna. Dopo la camminata, da non perdere un assaggio dei prodotti enogastronomici della Val di Cembra, al nuovo Green Grill - Info e Sapori, punto informazioni della Rete delle Riserve Alta Valle di Cembra-Avisio e punto degustazione e vendita di prodotti locali.
Grumes si trova inoltre nel cuore della Rete delle Riserve Alta Val di Cembra-Avisio, nata per la valorizzazione e la tutela dell'ambiente dell'Alta Val di Cembra e del torrente Avisio, ancora in gran parte selvaggio, e con l'obiettivo di sviluppare attività economiche sostenibili a favore delle comunità locali.

Approfondimento
La storia di Grumes inizia ad essere documentata con l'affermarsi dell'autorità del principe vescovo di Trento. Alcuni masi della zona erano infeudati dai Signori di Eppan e sul territorio sorgeva anche un castello amministrato su incarico di quei conti. Nel 1185 i fratelli Ulrico e Arnoldo, conti Eppan, dovettero riconsegnare al principato vescovile di Trento il piccolo centro di Grumes e il suo castello che poi venne distrutto. Gli abitanti di Grumes ottennero così il privilegio di dipendere unicamente dal vescovo; da quella concessione il paese conseguì il titolo di "Libero Comune di Grumes". Questo privilegio fu revocato negli ultimi anni del XIV secolo. Infatti dal 1385 Grumes fu concesso in feudo ad alcune famiglie nobiliari del Trentino che si succedettero nei secoli. Nella primavera del 1797 un reparto napoleonico, proveniente da Cembra, invase il paese mettendolo a sacco. Dal 1928 al 1952 al Comune di Grumes furono aggregati quelli di Valda e Grauno. La struttura architettonica ed urbanistica dell'abitato risente chiaramente dell'influsso della vicina Valle di Fiemme sia per alcune caratteristiche delle abitazioni quali, ad esempio, ballatoi e scale esterne, che per la classica divisione del paese in cantoni o quartieri. Lungo la strada che porta alla chiesa, su alcune case, si possono ammirare affreschi murali dal tema sacro-religioso con Madonne col Bambino e le vite dei Santi. La prima documentazione scritta della chiesa parrocchiale di S. Lucia risale al XV secolo. L'attuale edificio è però il risultato delle posteriori ricostruzioni del XVIII e XIX secolo. Particolari sono la cupola barocca, sormontata da un gallo dipinto, e l'ottocentesco campanile separato dal corpo della chiesa culminante con una piccola cupola a cipolla.