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Giovo

Tra vigneti e vini pregiati

Sono 8 le frazioni che formano il comune di Giovo, tutte collocate su terrazzi glaciali in posizione molto soleggiata. Verla è il centro amministrativo del comune, mentre la principale località turistica è l’abitato di Masén. Pare che Giovo derivi dal latino Iuvum o Zuvum che starebbe ad indicare il passo, il valico di montagna. Come in tutta la media e bassa Valle di Cembra, anche nel territorio di Giovo domina la coltura della vite. Anche qui i vigneti sono disposti su ripidi e soleggiati pendii digradanti verso l’Avisio. Da secoli l’uomo, compiendo sacrifici inenarrabili, ha modellato un paesaggio unico trasformando il ripido pendio che scendeva verso l’impetuoso torrente in innumerevoli terrazzi dolcemente digradanti e sostenuti da chilometri di muri a secco. L’uva che vi matura produce eccellenti vini.

Approfondimento
A Ville di Giovo si può ammirare una costruzione di particolare interesse che è la torre del Castello della Rosa risalente al XIII-XIV secolo, di recente ristrutturata. Apparteneva ai signori 
di Giovo che avevano come stemma nobiliare la Rosa. Anche l'annesso palazzo ed il casale sono quattrocenteschi.
A Palù si trova la chiesetta di S. Giorgio di cui abbiamo notizia fin dalla alla prima metà del XIII secolo. È una bella costruzione in stile gotico. Poco distante si erge una piccola abitazione che fu sede di un eremita. Sempre in stile gotico è la vecchia chiesa di Ville dedicata a S. Nicolò che, consacrata nel 1428, è oggi casa di abitazione.
A Valternigo vi è la chiesa di S. Floriano che nel suo aspetto attuale risale al XVI secolo.
Dal 1958 a Verla di Giovo ad ogni arrivo dell'autunno si celebra, quasi come rito propiziatorio per la stagione del raccolto, la Festa dell'Uva. La manifestazione è ormai fra le più note e famose del Trentino e richiama ogni anno migliaia di persone. La festa propone vari momenti di svago e intrattenimento e coinvolge tutto il paese. Il momento più atteso, ed anche quello più spettacolare, giunge con la grande sfilata dei sontuosi carri allegorici. Questi, alla cui ideazione e costruzione i valligiani si applicano con sfrenata fantasia e meticolosa cura, celebrano la vite e l'uva, frutto simbolo dell'intera valle.