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Faver

Tipico paese cembrano dove si producono pregiate grappe

Il comune di Faver (673 metri s.l.m.) sulla sponda destra della Valle di Cembra ai piedi del Monte Avvoltoio. Il paese, attraversato per tutta la sua lunghezza dalla strada statale, storicamente è diviso in due rioni ognuno con propria piazza e fontana. Faver è assai noto anche per la distillazione delle grappe. Il clima mite ed una giusta altitudine favoriscono la produzione di uve di particolare pregio. L’esperienza accumulata nei secoli tramandata da generazione a generazione fa sì che la grappa distillata a Faver sia apprezzata e conosciuta come prodotto di alta qualità.
Il centro storico è caratterizzato da un suggestivo vicolo con tipici sovrapassi.

Approfondimento
Il comune di Faver è suddiviso in due rioni, a sud sta Cort che dipendeva dalla giurisdizione di Königsberg, mentre a nord Vich che faceva parte della giurisdizione degli A Prato di Segonzano.
Dal paese scendono verso il torrente Avisio i vigneti coltivati sui terrazzi digradanti. A tre chilometri da Faver si trova Ponciach, amena località tra verdi prati e fitti boschi sede di ville e strutture alberghiere. Nonostante l'assenza di reperti preistorici, non è del tutto improprio ritenere che anche Faver fosse anticamente popolato. Durante i secoli rimase sempre un centro di discreto passaggio per la presenza sull'Avisio dell'antico ponte di Cantilaga che collegava le due sponde della Valle.
Albrecht Dürer nel suo viaggio in Italia del 1495 passò a Faver, lo ricorda un cippo eretto nel 1971, sul luogo dove si presume dipinse uno dei suoi celebri acquarelli.
Nella comunità di Faver operano la Banda S. Valentino, ed il Coro Castion quest'ultimo composto oggi da rappresentanti provenienti da tutta la Valle di Cembra che si esibisce in tutta Italia ed all'estero, in particolare nella zona dell'Allgaü (D) dove ha sede il Comune di Durach, da molti anni gemellato con Faver. 
Da visitare la chiesa parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo consacrata nel XII secolo, incendiata nel 1797 dalle truppe napoleoniche e ricostruita nel 1853. Conserva alcuni quadri di pregio ed ha un'ottima finitura interna. Sempre nel centro del paese, sulla piazza da Vich, si trova la casa Tabarelli de Fatis un tempo proprietà dei baroni a Prato di Segonzano; in essa si raccoglievano le decime e si svolgevano gli affari giurisdizionali.